L'anziano non è "Green"

dispensa con la nonna...
Il futuro è l'anziano, dice La Pina, e se ha ragione il futuro non è per niente verde.
Abbiamo avuto in casa per nove mesi il padre ottantacinquenne di Paolo e a cicli alterni sua madre anche lei ultraottantenne, è da più di un anno che avremmo voluto fare un bilancio della gestione sostenibile dell'anziano e mi ci metto ora, con pazienza e fatica emotiva oltre che mentale.

Le abitudini sono dure a morire: un anziano perderà la memoria, la forza di stare in piedi, il buon senso e un'altro bel paio di cose utilissime, ma non le "buone, vecchie abitudini"! Ognuno ha le sue, irrinunciabili, che siano i quotidiani da leggere ogni mattina o i biscotti impacchettati singolarmente per merenda, non ci sarà modo di fargliele cambiare, pena sgomento e smarrimento.

Riscaldamento: 22°. Indipendentemente dalla stagione. Noi ce la caviamo bene d'estate perché è una casa fresca, ma abbiamo acceso il riscaldamento in mesi in cui il sole splende e non aggiungo altro.

Trasporti: l'anziano non può andare a piedi, in bici, in autobus. In città ci si sposta rigorosamente in auto.

I farmaci: non è tanto l'impatto di un farmaco per una persona, è il pensiero di quanti farmaci e parafarmici prendono tutti gli ultratottanteni messi assieme ogni giorno che mi fa star male. Il nostro sistema sanitario è così traballante che il farmaco "alla spina" come negli USA è solo un miraggio, però un miraggio bello da pensare.

Pannoloni: diciamo solo che è stato difficile lavare i pannolini dei bambini, sottolineando -ini. Lavare i pannoloni mi viene difficile anche solo pensarlo.
...dispensa senza la nonna

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