I bambini al supermercato

Tranquilla mamma: ci pensiamo noi a fare la spesa!

Nelle ultime settimane mi è capitato spesso di portare i bambini a fare la spesa al supermercato.

Ci hanno sempre accompagnato a fare acquisti nel negozio alla spina (il loro preferito perché ha lo spazio con i giochi a loro disposizione), al mercato, al mulino, al gruppo di acquisto (GAS) o a prendere la frutta e le verdure dell'orto dei nonni.

Al supermercato ci andiamo più raramente e di solito senza di loro, magari proprio dopo averli portati a scuola, invece è successo che siano venuti me qualche volta e ho pensato "mai più!".
Quando vado da sola la spesa è veloce: so già le cose che devo prendere e vado speditamente avanti, ma per loro quelle corsie piene di forme e di colori sono un vero parco giochi!


"Prendiamo questo"
"Cos'è? Ma, scusa a cosa ci serve uno yogurt snellente alle fibre antigonfiore?"

"Allora prendiamo questo"
"Io non te la compro la palla di cioccolatini dell'Inter. Né ora, né mai. Con tutto l'affetto per l'Inter."

"Dai, mamma, prendiamo almeno questooooo"
"Il sale rosa dell'Himalaya? Guarda che a casa abbiamo 3kg di sale dolce di Cervia che secondo me è anche più buono di questo."

Insomma: una cosa sfinente, alla fine ho preso un sacchetto di patatine per ciascuno e ci sono voluti più di 10 minuti per scegliere quali tra le mille proposte di gusti, forme, dimensioni e sorprese annesse.


A parte la scocciatura di fermarsi ogni tre passi per leggere le etichette dei diversi articoli che volevano infilare nel carrello, mi sono abbastanza depressa pensando che forse non li ho abituati abbastanza a questo mondo del commercio rutilante:

mi sembra che siano senza armatura

Mi è venuta in mente la reazione esagerata di Matteo, quando l'anno scorso siamo stati a scegliere dei vestiti con la nonna in una grande catena di abbigliamento: ha visto talmente tante magliette, pantaloni, e felpe che ad un certo punto ha ceduto e ha cominciato a piangere per un orribile cappellino dei Minions.
Della serie "fatemi uscire di qui o ve ne pentirete".
Mi sono sentita come se lo avessi sottoposto ad una piccola tortura.

Possibile che io alla loro età mi facessi travolgere così tanto da queste situazioni? Anche a 8 anni sono ancora piccoli? O sono solo disabituati?

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