Igiene e sicurezza in cucina

cibi secchi o acidi non vengono attaccati,
cibi umidi e zuccherini sono terreno di coltura per i batteri

Per chi, come noi, si dedica all'autoproduzione di cibo e cosmetici lavorare in sicurezza è fondamentale.
Pur non avendo bisogno di avere un ambiente sterile bisogna evitare che i prodotti casalinghi vengano contaminati e che la conservazione sia corretta (ora ad esempio ho 4 albumi avanzati e devo sapere come e per quanto posso conservarli).

La regola principale è NON usare tutto quello che ha un odore o un aspetto sospetti.
Al di là di muffe, ossidazioni e irrancidimenti evidenti però ci sono batteri e altri microorganismi impossibili da vedere ma pericolosi, per i quali si deve adottare un comportamento corretto.
Per evitare che prolifichino la cosa migliore è conoscere l'ambiente in cui si sviluppano:

  1. Temperatura tra i 5 e i 60 gradi (più tempo li lasciamo a queste temperature, più rischiamo)
  2. Presenza di proteine e zucchero
  3. Umidità elevata (sotto il 20% stiamo tranquilli, sopra l'80% stiamo in guardia)
  4. PH attorno a 7 o poco più  (sotto 4 siamo al sicuro)

Per fare degli esempi: la tisana zuccherata calda dimenticata sul tavolo o la carne che si scongelando sotto le tiepide luci dei pensili... dopo qualche ora potrebbero ospitare nuove forme di vita ostili!

Io devo sicuramente stare più attenta quando riscaldo gli avanzi del giorno prima (bisogna portarli fino a 70 GRADI) e smettere di scongelare a temperatura ambiente (dovrei ricordarmi di congelare la zuppa a cubetti così quando ho fretta posso scongelarla buttandola nell'acqua bollente).

Se volete risolvere il problema alla radice sappiate che gli agenti patogeni provengono in gran parte dai prodotti animali, quindi evitateli il più possibile! E ricordate che il primo animale in cucina siamo noi... niente leccatine al cucchiaio della zuppa ;-)

Ecco di seguito alcuni articoli interessanti del FattoAlimentare:
La cucina di casa è sicura ma non troppo
Sicurezza in cucina
Igiene in cucina

Il vademecum per chi lavora con gli alimenti (che possiamo usare anche in casa!) versione stampabile

Queso il nostro articolo sulla gestione delle uova di galline ruspanti.

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