Un piccolo orto casalingo. 2: Dove e come piantare?

I fiori del mirtillo

Avendo la fortuna di non dover dipendere dal nostro piccolo orto per mangiare abbiamo deciso di sperimentare con le piante per imparare a conoscerle più che pensare alla produzione finale.

La prima decisione da prendere è stata: dove piantare i nostri semi?



  • Balcone: per chi vive in città e non ha possibilità di piantare in piena terra, il balcone può riservare piacevoli sorprese. Con una buona pianificazione si possono sfruttare anche gli spazi verticali e scoprire che alcune verdure sono decorative e possono convivere armoniosamente con i fiori
  • Aiuole rialzate: è la scelta che abbiano fatto noi, perché volendo dedicare un po' del nostro giardino alle piante commestibili ci è sembrata la scelta più adatta per non stravolgere troppo gli spazi e mantenerli contemporaneamente vivibili e produttivi. La mancanza di tempo e denaro ci ha reso impossibile realizzare delle belle aiuole di legno o tufo, ma sarà il lavoro del prossimo inverno.
  • Orto: il nonno Antonio, che ha un bel pezzo di terra, cura un orto tradizionale. Regno indiscusso di verdura e frutta, non c'è spazio per le distrazioni: ogni angolo è dedicato alla produzione o al riposo,  piante ed alberi sono disporti in ordine razionale
Dove finisce il giardino comincia l'orticino.

Secondo dubbio: come progettare la disposizione delle piante?
  • Orto tradizionale: ogni pianta al suo posto, simile con simile, con la corretta esposizione, il terreno adatto e le cure necessarie, in modo da poter facilmente rispondere alle diverse esigenze. E' la tecnica che rende più agevole anche la semina e la raccolta. Tuttavia richiede un buon lavoro di preparazione del terreno perché (quasi) ogni tipo di coltivazione impoverisce il terreno rendendolo col tempo inadatto al suo sostentamento, di conseguenza le piante devono essere spostate e il terriccio ripreparato ogni inverno.
  • Orto sinergico: le piante sono sistemate con i criteri della consociazione, dove gli opposti si attraggono, la radice lunga con la radice corta, chi rilascia azoto con chi lo cerca, chi cresce in alto con chi cresce in basso. Il rovescio della medaglia è che alcune consociazioni buone per un verso non lo sono per l'altro: bisogno di acqua, sole, terriccio magari sono diversi e allora ci si deve mettere per tempo a progettare chi sta bene con chi e dove. Non basta ovviamente basarsi sui libri perché in agricoltura il clima la fa da padrone e allora bisogna sperimentare sul proprio terreno cosa funziona e cosa no. Il vantaggio di questo metodo è che una volta che le consociazioni sono proficue non ci si deve più preoccupare di sistemare il terreno: ogni coltura manterrà il suo posto, le radici rimarranno nel terreno per nutrirlo, alcune piante si lasceranno andare in semente per la stagione successiva. Indovinate noi cosa abbiamo scelto ;-)
Menta e patate appena sbucate.

Per chi è curioso ecco le nostre aiuole:
  1. Piselli, fave, ceci, carote, cipolle, camomilla, salvia e fiori di facelia (per attirare le api). Più avanti mais, melone e zucche. 
  2. Patate, menta (marocchina e piperita), amaranto e facelia.
  3. Siepe di mirtilli e ribes rosso (separati per diverse esigenze di terriccio), amaranto (stiamo sperimentando la giusta esposizione, quindi è un po' ovunque!!)
  4. Corbezzolo, amaranto, facelia. Più avanti girasoli, zucca luffa e zucche decorative (è l'aiuola sulla strada e non ci fidiamo tanto a mangiare quello che produce).
  5. In vaso: patata (esperimento invernale da balcone), carote (vaso preparato con terriccio molto friabile perché ai vicini non vengono bene in piena terra), stevia.
  6. Giuggiolo, pesco e melograno (del vicino, ma metà dei rami vivono da noi).
Un ringraziamento speciale agli amici di Great Counntry House che con i loro consigli hanno contribuito a fugare dubbi e dispensare aiuti per questa piccola impresa :-*


Commenti

Post più popolari