Bagno schiuma






Lo stato del bidone:
Un flacone ogni 2 mesi.

La nostra soluzione:
Lavarsi con la farina.

Com'è andata:
E' cominciato tutto con la dermatite dei bambini e  questa frase di Fabrizio Zago
"non userei mai del sapone per lavare me stesso figuriamoci i bambini piccoli".

La pediatra ci aveva detto di cercare un detergente delicato per non costringere la pelle ad avere un'eccessiva reazione di difesa: inizialmente abbiamo provato i detergenti consigliati dal dermatologo, poi siamo passati all'olio lavante dell'erboristeria, poi al sapone di Aleppo (che è il più naturale che abbiamo trovato ma alla fine secca quanto gli altri) ed infine all'amido di riso/mais o alla farina d'avena.

Anche per la nostra doccia abbiamo abbandonato bagni schiuma tradizionali e siamo passati al sapone di Aleppo e ultimamente stiamo prendendo la mano con le farine, che sono scomode perché sono da preparare ogni volta con un po' di acqua (e volendo olio) ed è strano spalmarsele addosso, ma funzionano (perlomeno avena, ceci e grano saraceno).

Riduzione dei rifiuti:
Dai flaconi di plastica al sacchetto del mulino non c'è paragone, inoltre le farine sono biodegradabili al 100% mentre qualunque sapone non lo è.

Ci ha fatto cambiare le nostre abitudini:
Decisamente si!


Pro e contro:
Pro: si può cambiare ogni giorno profanazione con gli oli essenziali, ph neutro garantito, biodegradabile al 100%.
Contro: il costo rispetto al bagnoschiuma da discount è decisamente alto.


Si può fare di più:
Coltivare l'avena?

Informazioni utili:
Lavarsi con la farina, Il sapone di Aleppo.

Il nostro giudizio è:
Chiara: è difficile abituarsi all'idea di portare il cibo in bagno, ma la mia pelle super reattiva ringrazia!

Paolo: sono entusiasta. Sarà pure un po' scomodo rispetto ai classici prodotti, ma a così tanti aspetti positivi che ne vale sicuramente la pena. Inoltre, la pelle dei nostri bambini dopo un lavaggio è morbidissima e idratata.
Quando ero ragazzo mia madre non mi credeva quando le dicevo che lo shampoo m'irritava gli occhi (potete immaginarvi la marca).  Mi è venuto in mente questo episodio perché l'altra sera mentre spalmavo l'amido di mais, Davide mi ha detto: "ho mangiato il sapone!". Ho riso e mi sono sentito tranquillo perché stavo usando un "sapone" commestibile :)

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