Passata di pomodoro






Lo stato del bidone: 
1 barattolo di vetro a settimana.

La nostra soluzione:
Autoproduzione! Ma la diminuzione dei rifiuti è cominciata già mettendo da parte le bottiglie vuote :-)

Com'è andata:
Gli spaghetti al pomodoro non possono mancare su una tavola italiana, ma ultimamente stiamo cercando di diminuire il consumo di pasta a favore dei cereali integrali, che hanno un impatto ambientale un pochino più basso e che riusciamo a comprare alla "spina".



Comunque abbiamo provato ad autoprodurci la passata perché abbiamo i pomodori del nonno, che gli anni scorsi finivano nel congelatore più o meno interi procurandoci tante gioie nella conservazione quante pene nel momento dell'utilizzo (lascio alla vostra fantasia immaginare le scene di panico).
Quindi vediamo quello che ci serve per affrontare l'impresa:

POMODORI: al nonno Antonio piacciono tutti perché se li addenta direttamente nel campo ed è contento così... un cuore di bue, due ciliegini, un pelato e via mangiando. Quando poi non sa più dove metterli si presenta con una bella cassetta piena di costoluti, o con un cestino di pachino quindi non possiamo anticipare quando e quanti ne arrivano e non sempre sono quelli adatti alla salsa.
Infatti ultimamente ne ho fatta una orripilante con i ciliegini che ho cotto ore ed ore per farla asciugare ed ho paura di assaggiare. Se anche voi vi ritrovate dei pomodori troppo acquosi per la passata provate a tagliarli e lasciarli sgocciolare su un setaccio prima di cominciare con i lavori.

PASSAPOMODORI: Non abbiamo voluto comprare il passaverdura, ce lo siamo fatto prestare dalla vicina il passalegumi manuale quello manuale.

TAPPI E BARATTOLI: Abbiamo usato barattoli riciclati ma ATTENZIONE!! i tappi usati non vanno bene, altrimenti entra l'aria e manda tutto in malora, provate a indovinare come faccio a saperlo. Il mantra per la prossima estate è:
Non usare più i tappi vecchi, anche se ti ritrovi la casa piena di casse di frutta e verdura sull'orlo del disfacimento.
PROCEDIMENTO: Sicuramente avrete una valida ricetta di famiglia tramandata di madre i figlia, comunque io ho provato questa che in quanto a facilità mi sembrava adatta alle mie scarse doti organizzative.
Se volete provare la versione "passata cruda e bollita dentro la bottiglia" come fa mia mamma, non dimenticatevi di proteggerle con stracci o carta di giornale perché si rompe il vetro, ho già provato io, fidatevi ;-)

Riduzione dei rifiuti:
Prometto che butterò via tutti i tappi usati, quindi 85%

Ci ha fatto cambiare le nostre abitudini:
Si! E' stato uno spargimento di pomodoro, di sudore e di pazienza e tra l'altro i risultati non sono apprezzabili.

Pro e contro:
Pro: tutta roba genuina. 
Contro: fatica, tempo, cucina nel caos, sapore non sempre all'altezza delle aspettative.

Si può fare di più:
Cominciar ad organizzarsi e seguire le ricette puntualmente ;-)

Informazioni utili:
Il nostro giudizio è:
Chiara: se fate come me userete i pomodori in quantità e qualità casuali, i tappi che saltano, il passaverdure in prestito, vi dimenticate di avvolgere i barattoli rompendone alcuni e l'esperienza potrebbe risultare frustrante, ma se riuscite ad organizzarvi un pochino meglio avrete grandi soddisfazioni!

Paolo: A Settembre nel paese dove sono nato (San Severo - FG) tutte le brave massaie presidiavano i garage per dare vita alla maratona della salsa. Le vie profumavano di pomodoro stracotto e i ragazzini correvano tra le case dei parenti per reperire boccacci (barattoli di vetro) che non bastavano mai (mamme ingorde di conserva). Chiara per ora non si è spinta a tal punto, ma l'odore del pomodoro cotto mi evoca ricordi d'infanzia quando farsi la conserva in casa era un dovere. Approvata!

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